Matera news h 24. Non solo visita guidata #andràtuttobene

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Matera news h 24. Non solo visita guidata #andràtuttobene

Tutto il Ns. Staff di www.sassidimatera.it “Professionisti delle visite guidate” continua a lavorare sempre per Voi!!!

Pertanto abbiamo deciso di darvi news aggiornate h 24 relative a Matera, tutto ciò che accade o sta per accadere nella splendida città dei Sassi.

Per info e aggiornamenti siamo e saremo sempre a vostra completa disposizione, sotto troverete i nostri contatti per poterci scrivere o chiamare (anche con whatsapp) oppure utilizzare in nostri canali social:

Facebook (https://www.facebook.com/sassidimatera.it/), Instagram (sassidimatera.it), Twitter (@sassidimateral) dove potete lasciare commenti o postare le vostre foto sull’incantevole città antica, foto che avete scattato durante un vostro tour individuale nei Sassi di Matera o nel corso di una visita guidata a Matera mentre siete stati accompagnati da una esperta guida turistica dei Sassi.

Sempre in questo articolo, aggiorneremo tutti i giorni news e info relative a iniziative culturali che si svolgeranno non solo nella città di Matera ma anche nelle Regioni Puglia e Basilicata.

 

TOUR COMPLETO NEI SASSI DI MATERA IN SICUREZZA!!!

clicca sulla foto in alto e visualizza il video del nostro tour!

 

ESTATE 2020 sono ritornate le bellissime visite guidate ai Sassi di Matera.

I nostri infopoint  sono pronti ad accogliere tutti coloro che verranno a scoprire l’incantevole città di Matera.

Dove ci troviamo:

Contrada Scatolino ingresso Matera Sud

 – Via Lucana 185 (nei pressi della scuola elementare Padre Giovanni Minozzi)

 – Via Saragat 26 (nei pressi di un ampio parcheggio auto)

TOUR:

VISITA GUIDATA AI SASSI DI MATERA (SASSO CAVEOSO+SASSO BARISANO+CENTRO STORICO):

  • Durata 2 ore ca.
  • Guida Ufficiale della Regione Basilicata.
  • Accoglienza con Mascherina obbligatoria.
  • Gel sanificante per le mani.
  • Misura temperatura con scanner prima dell’inizio della visita guidata.
  • Utilizzo di radioguide per il distanziamento sociale.
  • Utilizzo di auricolari monouso.
  • Lingua Italiana.

Costo del tour: € 15,00 per persona
(0-10 anni free; 10-18 anni ridotto € 8.00 )

SE PRENOTI ON LINE www.sassidimatera.it RISPARMI!!!

COSTO DELLA GUIDA € 12.50!!!

Tour in sicurezza con utilizzo di Radioguide e Auricolari monouso!!!!

PRENOTA IL TUO TOUR NEI SASSI #VIAGGIAINITALIA #SCEGLIMATERA #PARTICONNOI

Per info e prenotazioni:

Brunella Nicoletti – cell e whatsapp 328.8908464 / 388.1935238 – email: escursioni@viaggikarma.it

www.sassidimatera.it

 

 

Di seguito l’invio nelle #newsh24:

“Il sogno di Vito”, Paola Tassinari dedica un’opera pittorica digitale in onore della Madonna della Bruna allo scrittore materano non vedente Vito Coviello

L’artista e scrittrice ravennate Paola Tassinari ha dedicato un’opera pittorica digitale allo scrittore non vedente materano Vito Coviello intitolato “Il sogno di Vito”, che rappresenta i tre giri fatti quest’anno dalla Madonna della Bruna in piazza Duomo nell’edizione ridotta a causa della pandemia. Di seguito la nota integrale.

Arte Digitale, stampa su Polionda, 70×100 cm, realizzato ai primi di agosto del 2020, il titolo è “Il sogno di Vito” e rappresenta la processione della Bruna. La festa della Bruna è la festa della Santa Patrona di Matera, la festa di Maria Santissima. Da più di seicento anni i materani portano la Madonna della Bruna nel cuore, un legame profondo che il 2 luglio si manifesta in tutto il suo fervore. Come mai ho realizzato questa opera? Qualche tempo fa mi ha telefonato da Matera, Vito Coviello, scrittore e poeta non vedente, per chiedermi una specie di catalogo delle mie opere con commento, per pubblicarlo assieme alle sue poesie e alle foto di un’altra artista. Chi è costui? Vito di Matera è un uomo semplice, ma non è facile descrivere la semplicità che etimologicamente vuol dire puro, senza artificio, senza malizia, perché oggi il termine di semplice molto spesso viene sminuito in sempliciotto,perché non si crede più alla purezza e alla sua dolcezza intrinseca, la si scambia per ipocrisia, ci si dice… che falsa è quella persona, crede di fregarmi con le sue smielature, oppure è uno sciocco, un credulone e un vero c………? (Siamo a questo livello, lo stesso si dice dei cattolici praticanti, che quasi ti vergogni di dire che vai a Messa ogni domenica, ti guardano col sorriso ironico con negli occhi… che c………. non sa che la religione è l’ignoranza dei popoli, crede ancora, che grande c…….., la Chiesa così ricca, piena di peccatori che ipocritamente si pentono per peccare più di prima e via dicendo) Vito è come Raffaello, tra l’altro il 2020 è l’anniversario dei 500 anni della morte del grande artista di Urbino, i molti eventi celebrativi sono stati semicancellati dal Covid-19, ( quasi come se Raffaello non volesse essere festeggiato da una società in cui la gentilezza e la semplicità sono solo false e a fini di interesse). Raffaello era amato da tutti, papi, potenti, popolazione e anche dai concorrenti, gli artisti che di solito erano gelosissimi e invidiosi, Raffaello era amato perché era semplice, umile e innamorato della vita, grato di vivere e risultava caro e prediletto a tutti, le sue opere lo svelano, sono talmente chiare,serene e complete da apparire semplicemente divine. Vito è come Raffaello, ti fidi e ti affidi, perché l’entusiasmo nella sua voce ti dà fiducia, anche se lo conosco solo “virtualmente”, mi ritengo fortunata e baciata dalla sua amicizia. Alla sua richiesta del catalogo mi viene un’idea: “Vito e se realizzassi un ritratto alla Bruna? Magari con accanto anche il fischietto tradizionale materano, quello che raffigura un gallo, simbolo di forza e virilità?” e Vito scandalizzato:“Ma che dici, scherzi, guai a toccare la simbologia della Bruna”, poi mi narra il sogno che ha fatto poco tempo prima, che ha raccontato anche all’Arcivescovo di Matera… “Mia moglie mi ha descritto tutto quello che i miei occhi inutili non mi fanno più vedere, mi ha detto che anche lei ha portato in processione la statua della Madonna per i tre giri in piazza Duomo ed in quel momento preciso mi sono sentito al suo fianco alla sua destra a sorreggere insieme agli altri fedeli la statua bellissima della Madonna. Forse è stato solo un sogno che a tutt’oggi mi lascia incredulo e perplesso, ma è stato se pur brevissimo, per meun bellissimo regalo della Madonnina della Bruna. Forse è stata solo la mia immaginazione a farmelo sognare ma per me è stato un sogno bellissimo anche perché nel mio piccolo sogno ci vedevo e non ricordavo di essere cieco cosa che appena ho ricordato mi ha traslato nella mia realtà di cieco e nella mia piccola cucina”. Tac… una lucina mi si è accesa sapevo cosa dovevo raffigurare. L’immagine rappresenta la processione della Bruna, con a sinistra in primopiano, l’arcivescovo di Matera, riconoscibile dalla veste color violetto, rappresentala Chiesa che è la guida dei fedeli, in secondo piano a destra Vito che rappresenta i credenti che amano la Madonna così come amano la famiglia, entrambi con la mascherina,imposte dall’epidemia di Covid-19, come testimonianza che quest’anno 2020 ancor di più abbiamo bisogno di Lei, che rivolga a noi i suoi occhi misericordiosi. Per prima cosa ho realizzato a matita e penna su carta, i ritratti dell’Arcivescovo di Matera e di Vito, che ho poi caricato sul computer su un fondo grigio chiaro, che mi è servito come base neutra per evidenziare i colori del giallo edel violetto, che ho inserito con la penna/mouse, tramite una miriade di lineette per dare movimento e brulichio. Su questa base ho inserito l’immagine della Bruna con elaborazioni al computer, inondandola di oro, con ai piedi una corona verde con i fiori rossi, simbolo del suo dolore ai piedi della Croce del Figlio. (Ella conosce questa valle di lacrime e per questo intercede per noi, è la Porta tra noi e il Cielo, nel XXXIII Canto del Paradiso, Bernardo di Chiaravalle ci dice che la Sua benevolenza non solo risponde a chi la domanda,ma molte volte anticipa. La scelta del giallo carico e luminoso che pervade quasi tutta l’opera come una colata d’oro fuso è in riferimento alla luce divina. L’oro è un simbolo di sacralità e ricchezza, in questo caso è l’oro della luce solare, della divinità che dona a piene mani, e che ogni anno si ripete aMatera, proprio come l’oro che può essere fuso e rifuso: “L’oro non appartiene alla mitologia dell’homo faber ma è una creazione dell’homo religiosus”(Mircea Eliade). Per il violetto del fondo, la scelta è stata estetica, per armonizzarlo col primo piano della porpora dell’Arcivescovo, ma anche pensando a Dante nel Canto XXVIII del Purgatorio: “men che di rose e più che di viole /colore aprendo, s’innovò la pianta /che prima avea le ramora sì sole” questa volta conla mia traduzione personale: il colore della pianta che coi rami spogli rifiorìera meno intenso del colore delle rose e più intenso delle viole era cioè un vivido violetto allo stesso tempo pacato e pastello, un violetto come Il porpora,detto anche paonazzo mitigato dal bianco. Il porpora era il colore indossato dai magistrati romani; divenne il colore imperiale indossato dai sovrani dell’impero bizantino e dal Sacro Romano Impero e in seguito dai vescovi cattolici, Dante,secondo me, vi aggiunge un po’ di bianco, lo rende un colore pastello, perché i fiori che sbocciano sull’albero spoglio sono nel Paradiso, mentre l’uomo per quanto eccelso non può essere del tutto bianco, cioè senza peccato.

Amarsi a Matera, inaugurata “La Fontana dell’amore” in via Muro nei Sassi di Matera: report e foto

“L’opera, costata circa 160mila euro, è stata ideata e progettata dai disegnatori Enzo Viti e Teresa Lupo, ed è stata realizzata dallo scultore Domenico Sepe, che ha curato la progettazione esecutiva e la direzione artistica”.

L’opera, progettata dai disegnatori Enzo Viti e Teresa Lupo e realizzata dallo scultore Domenico Sepe, ripropone il tema del corteggiamento e dell’innamoramento attraverso la rivisitazione di una scena di vita, oggi confinata solo nella memoria degli abitanti più anziani degli antichi rioni: il momento dell’attingimento dell’acqua alle fontane pubbliche da parte delle ragazze. Lungo il parapetto che costeggia la gradinata di Via Muro, schiere di ragazzi attendevano il passaggio delle loro coetanee per scambiarsi sguardi e mostrarsi reciproco interesse. La vita del vicinato dei Sassi aveva regole rigide: le ragazze non passeggiavano quasi mai da sole tra i vicoli della città. Uno dei pochi momenti in cui questo era possibile, era appunto quello del riempimento delle giare alle fontane. E in quelle occasioni avvenivano incontri, brevi colloqui che potevano dar vita a veri innamoramenti.

Nell’era dei social network a Matera, città senza tempo, sarà possibile innamorarsi per strada, in un luogo romantico come i Sassi, e scambiarsi un pegno d’amore: un geco, animale millenario dell’habitat rupestre che sarà prodotto dagli artisti-artigiani materani in ceramica o in tufo. Rappresenta la perennità dell’esistenza di questi scenari, rimandando alla perennità del sentimento dell’amore.

 

UN MUSEO A CIELO APERTO E I SUOI TESORI:

VIAGGIO A MATERA. PERCHÉ È IL MOMENTO GIUSTO PER VISITARE LA CITTÀ DEI SASSI

Matera tira un respiro. Dopo il silenzio surreale del lockdown, per le strade dei Sassi i bar e i ristoranti riaprono alla spicciolata. Sul Piano – il salotto cittadino di impronta settecentesca – la vita è già tornata a brulicare. Nei rioni antichi, scavati sul costone di roccia che digrada verso il Canyon della Gravina, la ripresa ha un altro ritmo. Di notte intravedi una coppia di volpi, distingui il canto della civetta, ti fermi a osservare i gatti in amore; di giorno le rondini e i falchi grillai dominano la scena. Senti il profumo dell’erba che arriva dall’Altopiano della Murgia, punteggiato di grotte, o quello della mimosa selvatica che cresce sul burrone. Al chiarore della luna, gruppetti di giovani del posto si riprendono i rioni antichi dopo il pienone del 2019, quando Matera è stata Capitale Europea della Cultura. Sono passati pochi mesi, ma sembra un’eternità. Tra i vicoli dei Sassi si avverte di nuovo il soffio del tempo, ultimamente coperto dal respiro affannoso dei turisti sulle scalinate. Case scavate nella roccia, chiese rupestri sorprendentemente decorate, palazzotti nobiliari, cantine e cisterne sono pronte a raccontare ancora la lunga vita che le ha portate fin qui: questa volta senza fretta, folle e clamori.

Per chi ama un turismo tranquillo, senza cesure rispetto alla vita quotidiana della città, e desidera gustare la poesia dei luoghi al di là dei grandi eventi, è questo il momento di visitare Matera. Risparmiata dai rigori della pandemia e arricchita dai lavori svolti in vista del 2019, la Città dei Sassi è pronta a offrire gioielli di d’arte restaurati di recente, percorsi museali di nuova concezione, itinerari aggiornati lungo il corso di milioni di anni. Dall’archeologia al contemporaneo, dalla pittura rupestre alla scultura, ce n’è davvero per tutti. Ma soprattutto c’è un immenso museo a cielo aperto da esplorare come si fa con gli Scavi di Pompei o il Parco di Selinunte, ma con più libertà di movimento e con il gusto dell’imprevisto, della vita: perché tra una visita guidata e un aperitivo, può capitare di scambiare due chiacchiere con un artigiano al lavoro o con un vecchietto che si prepara a fare il vino, e di scoprire come le tradizioni si declinino al presente.

Sassi, un’architettura senza architetto
Inutile dirlo: il paesaggio a Matera fa la parte del leone. Basta affacciarsi da una balaustra per restare ammutoliti. Chi ha progettato una simile meraviglia? Nessuno può attribuirsene il merito. I Sassi sono una straordinaria creazione collettiva, frutto della millenaria interazione degli uomini con le risorse della terra. È questo il motivo dell’inclusione della città all’interno del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, che ai rioni antichi ha riconosciuto la denominazione di “paesaggio culturale”. In un labirinto di case di tufo, scalinate e scorci mozzafiato, nulla è come appare: quel campanile che sembra così lontano è raggiungibile in dieci minuti, mentre la stradina che stai percorrendo è in realtà il tetto della grotta sottostante. Nei secoli Matera ne ha viste di storie: dagli insediamenti preistorici allo sviluppo della civiltà rupestre, dallo sfollamento degli anni Cinquanta all’ingresso nell’Unesco World Heritage, che nel 1993 ne ha segnato il rilancio. Il posto adatto per avere un’idea di questo lungo cammino è Casa Nohaun’antica dimora oggi appartenente al FAI dove la memoria si fa racconto in un coinvolgente viaggio multimediale.

Apparizioni in punta di pennello: i colori della pittura in grotta
Il bianco dorato del tufo, il verde e il giallo della vegetazione non sono gli unici colori dei Sassi: in epoche lontane pittori esperti hanno impreziosito le pietre scavate con incredibili decorazioni. Santi dallo sguardo ieratico, madonne dai volti bizantineggianti, raffinati motivi ornamentali sono pronti a sorprenderci dalla fresca penombra delle 155 cripte e chiese rupestri presenti sul territorio materano. La loro storia inizia nell’alto Medioevo, con l’arrivo da Est dei monaci messi in fuga da iconoclasti e saraceni. A Matera trovano un ambiente non troppo dissimile da quello di provenienza: vivono da asceti nelle grotte e fondano cenobi, che ampliano al bisogno scavando nuove stanze nella roccia friabile. Le loro tradizioni si intrecceranno con l’altra cultura monastica in ascesa, quella dei Benedettini, in una pittura che è un abbraccio tra Oriente e Occidente. Affreschi da poco restaurati attendono i visitatori a Santa Maria de Idris e San Giovanni in Monterrone, che dominano i Sassi da uno sperone di roccia a strapiombo sulla Gravina, mentre il complesso della Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci mostra come la stratificazione storica possa aver dato luogo ad architetture articolate e affascinanti. Se con i suoi misteriosi sotterranei San Pietro Barisano è la chiesa rupestre più estesa dell’abitato, Santa Barbara sfoggia ancora la sua architettura bizantina e le pitture murali di Santa Lucia alle Malve sono testimoni di antichi culti legati al femminile, nell’area sacra del cosiddetto cimitero barbarico.

Nella Cappella Sistina dell’arte rupestre
Fuori città, tra i vigneti e la macchia mediterranea, c’è un piccolo gioiello che è diventato il simbolo dell’arte rupestre: è la Cripta del Peccato Originale, ricavata da una grotta a strapiombo sulla Gravina e interamente affrescata in epoca longobarda dal misterioso Pittore dei Fiori. Negli anni Sessanta del ‘900 fu un pastore a segnalare la presenza di questo tesoro dimenticato, raccontando in giro che dormiva con le sue pecore in un ovile abitato dai santi sul ciglio della Gravina. Le ricerche successive, un accurato restauro e un progetto di valorizzazione hanno offerto nuova vita all’antica Grotta dei Cento Santi, oggi nota come Cappella Sistina dell’arte rupestre”. Linee semplici e raffinate caratterizzano lo stile del “Michelangelo” che tra l’VIII e il IX secolo la impreziosì con le scene della Creazione e del Peccato Originale, le figure degli Apostoli, gli Arcangeli e la Vergine Regina, tutti insieme su un tappeto di fiori rossi.

Matera, città d’acqua
Tra i ritrovati di un ingegno secolare, a Matera merita una menzione il sistema di raccolta delle acque: una fitta rete di canali e cisterne ipogee raccoglieva le acque piovane, le depurava e le accompagnava fino a un passo dalla porta di casa o addirittura all’interno. In tempi di emergenza ambientale avremmo molto da imparare da questo patrimonio che non è più in funzione, ma che fortunatamente è ancora visibile. Possiamo scoprirne i segreti grazie a grotte e cisterne di diverse dimensioni aperte al pubblico nei Sassi . Ma il luogo più suggestivo per farsi un’idea è il Palombaro Lungo, un’immensa cisterna che riposa sotto la piazza principale della Città dei Sassi. Soprannominato “la cattedrale d’acqua” per le proporzioni maestose (18 metri di altezza e 50 di larghezza per una capienza di 5 milioni di litri), il Palombaro è stato riportato alla luce negli anni Novanta insieme a una porzione dell’abitato di cui si era persa memoria: botteghe, abitazioni, magazzini e neviere, più una grossa torre di epoca aragonese.

Al Parco della Palomba, dove nasce la materia
La pietra è l’anima di Matera. Ma da dove arriva il calcare che dà forma a chiese e palazzi? Lo scopriamo fuori dall’abitato, dove le cave di tufo sono parte del paesaggio. In Contrada la Palomba, tra i rilievi e le grotte della Murgia, lo scultore Antonio Paradiso ha fatto di una cava in disuso un atelier a cielo aperto. Nell’insolito scenario di Cava Paradiso le sculture del padrone di casa accolgono i lavori realizzati da artisti contemporanei in residenza: un dialogo tra l’uomo e la materia, tra le forme dell’arte e quelle della natura che ha colpito i partecipanti agli eventi di Matera 2019, quando il parco è stato teatro di un fortunato ciclo di mostre.

Dal Neolitico al Novecento, i mille volti della memoria
Non solo Sassi : dal Colle della Civita, scrigno dei palazzi più pregiati, al Castello Aragonese del conte Tramontano, ogni epoca ha le sue vicende da raccontare attraverso architetture e opere d’arte. C’è la ricca Cattedrale in stile romanico pugliese, che durante i lavori di restauro ha svelato nuovi affreschi e ambienti ipogei: tra decorazioni stratificate è possibile leggervi la storia della città. E ci sono le numerose chiese del Piano, il centro storico nobile separato dalla “vergogna” dei rioni popolari. Il Medioevo è di casa a San Giovanni Battista, che conserva l’aspetto originario a partire da immaginifici capitelli zoomorfi, mentre il Barocco svela il suo volto più tenebroso nella Chiesa del Purgatorio, decorata da teschi e simboli di morte, dove assistere ai riti di religioni diverse da quella cattolica.

Per chi desidera scoprire le origini della vita a Matera e nel suo territorio, il posto giusto è il Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola, dove un allestimento di nuova concezione spazia tra la preistoria e la Magna Grecia, tra il racconto di memorabili campagne di scavo, il mistero dei reperti neolitici, la bellezza dei vasi istoriati ritrovati in zona. A pochi passi da qui, nell’area settecentesca della città, Palazzo Lanfranchi ospita il Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna della Basilicata, che nel 2019 il pubblico ha conosciuto grazie alla grande mostra Rinascimento visto da Sud. Nelle stanze dell’ex seminario tele, tavole dipinte, sculture, manufatti in legno o in pietra ripercorrono l’avventura dell’arte e del collezionismo in regione, mentre i quadri di Carlo Levi – tra cui l’imponente Lucania ’61 – traducono in immagini le esperienze che l’intellettuale torinese narrò nel libro Cristo si è fermato a Eboli. All’esterno un’ultima sorpresa: una terrazza dal panorama mozzafiato, per ammirare dall’alto il Sasso Caveoso e guardare un bel film all’aperto nelle sere d’estate.

http://www.arte.it/notizie/matera/viaggio-a-matera-perch%C3%A9-%C3%A8-il-momento-giusto-per-visitare-la-citt%C3%A0-dei-sassi-17419?fbclid=IwAR1uIW1VD81jGUg8mD2u1ajmGTPu8QTs-_1ay2nMFLQP8GRm7iWwlnVS30Q

 

12 NOVEMBRE 2020:

I SASSI DI MATERA LOCATION DI

NO TIME TO DIE / 007

No Time to Die è un film del 2020 diretto da Cary Fukunaga.

Il film, venticinquesima pellicola della serie di film legata all’agente James Bond, vede per la quinta e ultima volta Daniel Craig nei panni dell’iconico agente segreto dopo le precedenti apparizioni in Casinò RoyaleQuantum of SolaceSkyfall e Spectre.

La produzione doveva iniziare il 3 dicembre 2018 ai Pinewood Studios, ma le riprese erano state rinviate ad aprile 2019 dopo l’abbandono di Boyle come regista.

 location delle riprese includevano ItaliaGiamaicaNorvegia e Londra, oltre ai Pinewood Studios. Inoltre, le scene sono state girate alle Isole Faroe alla fine di settembre 2019. La produzione è iniziata a Nittedal, in Norvegia, con la seconda unità che ha ambientato le scene in un lago ghiacciato. Le riprese principali erano iniziate ufficialmente il 28 aprile 2019 a Port Antonio, in Giamaica. Daniel Craig ha riportato un infortunio alla caviglia a maggio durante le riprese in Giamaica e successivamente ha subito un piccolo intervento chirurgico. La produzione fu ulteriormente interrotta quando un’esplosione controllata danneggiò i Pinewood Studios e lasciò un membro dell’equipaggio con lievi ferite. La produzione è tornata in Norvegia nel giugno 2019 per girare una sequenza chiave lungo la Strada dell’Atlantico con una Aston Martin V8 Vantage. La società automobilistica inglese ha anche confermato che i modelli DB5DBS Superleggera e Valhalla saranno presenti nel film. La produzione è poi tornata nel Regno Unito, dove sono state girate scene di Craig, Fiennes, Harris e Kinnear in giro per Londra, tra cui Whitehall e Hammersmith.

Nel luglio 2019, le riprese si sono svolte nella città di Aviemore e nell’area circostante del Parco nazionale di Cairngorms in Scozia. Alloggi temporanei furono costruiti in un parcheggio in città per l’equipaggio di produzione di circa 300. Alcune scene sono state anche girate alla Ardverikie House Estate e sulle rive del Loch Laggan, appena fuori dal parco. Ci sono state ulteriori riprese a Buttersteep Forest, Ascot, durante l’agosto 2019.

La seconda unità ha fatto tappa nel Sud Italia tra luglio e agosto, dove sono stati allestiti i set tra cui una stanza d’albergo e un finto cimitero e girato le scene con gli stunt man e controfigure di Daniel Craig . Le prima unità è giunta in Italia a Settembre dove ha girato molte scene tra cui inseguimenti in Aston Martin DB5 per le vie del centro storico di Matera, un incredible salto dal Ponte Acquedotto Madonna della Stella a Gravina in Puglia .

Le riprese italiane sono proseguite a Sapri alla stazione ferroviaria e a Maratea al “canale di mezzanotte”. La fusione dei set di Matera, Gravina in Puglia, Sapri e Maratea darà vita alla fittizia città di “Civita Lucana” per il film.

Le riprese principali della pellicola si sono concluse il 25 ottobre 2019. Due mesi dopo, il regista Cary Fukunaga effettua ulteriori riprese il 20 dicembre 2019.

 

 

 

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