Feste e Folklore

La Festa della Bruna

 

Il giorno della Madonna delle Grazie, il 2 luglio, la città di Matera porta in festa la sua Patrona: SS Maria della Bruna.

Tante sono le leggende che si raccontano nei Sassi di Matera su questa festa.
Una di queste narra di una ragazza sconosciuta, apparsa ad un lavoratore della terra al rientro verso i Sassi di Matera. La fanciulla chiese al buon uomo un passaggio sul suo carro e questi, dopo averla accompagnata fino alle porte della città, nei pressi della chiesetta di Piccianello, la vide trasformarsi in statua. La Vergine salutò quindi l’incredulo contadino sussurrandogli queste parole: “E’ così, su un carro addobbato, voglio entrare ogni anno nella mia città”.Per questo motivo il Conte Tramontano, allora signore di Matera, promise alla città tutto il necessario per lo svolgimento della Festa in onore della Santa patrona, persino un carro nuovo ogni anno. I materani per mettere alla prova il mal sopportato tiranno, assaltarono il Carro trionfale costringendo il Conte a mantenere la promessa fatta. Nasce così una delle storie più antiche al mondo che ha più di 600 anni.

La festa, in uno straordinario insieme di sacro e profano, inizia alle cinque del mattino con la processione dei pastori, con il quadro della Vergine portato in tutta la città ed annunciato da file di botti esplosi in segno di festa. In tarda mattinata la statua della Madonna viene portata in processione dalla Chiesa di San Francesco d’Assisi  alla parrocchia di Piccianello dall’arcivescovo con tutto il clero al seguito. Sfilano inoltre per accompagnare la Vergine i “cavalieri” della Bruna, più di 90 cavalieri con le corazze di un tempo.

l tradizionale carro è realizzato in cartapesta per essere montato sulla struttura motrice, ed è trainato da quattro coppie di muli. Nella città l’arte della cartapesta è praticata da secoli. Il carro con la statua di Maria della Bruna percorre le vie centrali della città, partendo nel tardo pomeriggio dalla parrocchia di Piccianello ed effettuando il percorso inverso rispetto alla processione della mattina; giunto alla Chiesa di San Francesco d’Assisi compie tre giri della piazza in segno di presa di possesso della città da parte della protettrice, e subito dopo la statua della Madonna viene fatta scendere dal carro per essere deposta , comincia l’ultima parte del tragitto verso la centrale piazza Vittorio Veneto dove il carro verrà assaltato e distrutto dalla folla.
Nella tumultuosa discesa verso la piazza, il carro è scortato dai cavalieri della Bruna e da volontari che lo circondano per evitare che ragazzi impazienti lo distruggano prima dell’arrivo .Solitamente, il carro subisce l’assalto in corrispondenza della chiesa di Santa Lucia, proprio all’ingresso della piazza, non riuscendo quasi mai ad arrivare integro fino al centro della piazza. Gli assalitori tentano con grande irruenza di portare a casa un pezzo del carro come trofeo e come segno beneaugurante (il manufatto in precedenza viene benedetto dall’arcivescovo, perché su di lui la vergine giungerà in città) prima che ne rimanga solo lo scheletro. Il rito secolare si conclude così tra il tripudio generale, e l’anno successivo un nuovo carro verrà progettato e costruito. Questo è un rito collettivo di rinascita di rigenerazione antichissimo, per i materani l’anno nuovo è dopo tutto ciò. Si chiude un ciclo con lo “strazzo” del carro per iniziarne uno nuovo.

La festa della Bruna termina a notte fonda con l’esplosione dei fuochi pirotecnici che illuminano la Gravina ed i Sassi di Matera. “A mmogghjë a mmogghjë a quonn cj vahnë” (sempre meglio l’anno venturo), è l’augurio finale dei materani per una festa sempre più bella.