Altopiano Murgico

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Le Murge sono una subregione pugliese molto estesa, corrispondente ad un altopiano carsico di forma quadrangolare situato nella Puglia centrale. Nella zona nord-occidentale si trovano i rilievi più alti: Torre Disperata, Monte Caccia , Serraficaia , e Monte Scorzone (668 m).

L’altopiano è compreso per gran parte nella città metropolitana di Bari e provincia di Barletta-Andria-Trani e si estende ad occidente fin dentro la provincia di Matera, in Basilicata; inoltre si prolunga verso sud nelle province di Taranto e Brindisi.

La Murgia materana è sita all’estremità orientale della Basilicata, vicino al confine con la Puglia. Nel suo territorio vi è la Gravina di Matera, profondo solco calcareo sul fondo del quale scorre l’omonimo torrente che, dopo aver costeggiato i Sassi di Matera e sfiorato l’abitato di Montescaglioso, sfocia nel fiume Bradano dopo circa venti chilometri. Abitata fin dalla preistoria, conserva ancora stazionamenti risalenti al Paleolitico, come la grotta dei pipistrelli, ed al Neolitico, come i numerosi villaggi trincerati. Una delle caratteristiche più importanti del territorio, istituito come Parco della Murgia Materana, è la presenza di circa 150 Chiese rupestri disseminate lungo la Murgia e le Gravine. Sin dall’alto Medioevo si registra in tutta l’area la presenza di comunità monastiche sia benedettine che bizantine.

LA GROTTA DEI PIPISTRELLI

La Grotta dei Pipistrelli si trova su uno dei fianchi della Gravina materana ad alcuni km. di distanza dall’attuale nucleo abitato della città.
A Domenico Ridola si deve l’individuazione e lo scavo sistematico di entrambi i siti tra il 1872 e il 1878, questa sua attività si rivelò molto importante sia per la quantità dei materiali rinvenuti che per la loro qualità.

la grotta dei pipistrelli rappresentava solo l’ultima propaggine di un articolato sistema di grotte. L’indagine condotta dal Ridola fu svolta con metodo e portò alla luce numerosi reperti che permisero al medico materano di documentare come questo luogo fosse stato frequentato con continuità dal Paleolitico fino all’età dei Metalli. Oltre a reperti di tipo ceramico che risalgono a frequentazioni neolitiche furono rinvenuti anche materiali di tipo organico che favoriscono la ricostruzione della fauna che allora popolava questi luoghi. Dai resoconti lasciati sappiamo anche che all’ingresso erano presenti immagini sacre e sepolture scavate nella roccia, riconducibili a frequentazioni medievali. La grotta funeraria, presenta una struttura interna costituita da un corridoio terminante in un ambiente ipogeo destinato alla sepoltura dei defunti.

CHIESA RUPESTRE DI MADONNA DELLE TRE PORTE

Cosi’ detta per i tre archi di ingresso che conducevano a tre distinti oratori, la chiesa presenta oggi solo due delle tre navate absidate, essendo quella piu’ esterna stata distrutta da ripetuti crolli dovuti all’erosione da parte degli agenti atmosferici.
Mirabili affreschi sono visibili nella navata centrale: una Deesis con il Cristo, la Vergine e San Giovanni, e una raffigurazione della Madonna  del melograno, attribuiti al Maestro di Miglionico protagonista della pittura a fresco lucana nella seconda metà del XV secolo.
Nella navata interna troviamo nell’abside una crocifissione, mentre sulla relativa parete una bellissima Annunciazione (XV secolo) ed una bizantineggiante Madonna Regina (Kyriotissa) in trono con bambino del XIII secolo.

CRIPTA DEL PECCATO ORIGINALE

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A pochi Km dai Sassi di Matera, lungo la Appia antica, in una delle gravine che solcano l’altopiano della Murgia, si trova uno dei luoghi più suggestivi del Sud Italia: la Cripta del Peccato Originale.
In una cavità rocciosa a strapiombo sulla rupe di calcarenite la sapiente mano del “Pittore dei Fiori di Matera” ha narrato scene dell’antico e del nuovo testamento in un ciclo affrescato risalente al  IX sec. d.C..
Riscoperta nel lontano maggio del 1963 da un gruppo di giovani appassionati materani, da ricovero per greggi la Cripta del Peccato Originale è diventata una delle tappe imperdibili  nella visita alla Città dei Sassi di Matera. Un restauro esemplare, ha restituito gli straordinari affreschi della Cripta alla piena fruizione. Per il suo splendore la Cripta è denominata LA CAPPELLA SISTINA DEL SUD ITALIA.